
Quasimodo, il gobbo di Notredame liberamente tratto dar romanzo di Victor Hugo.
A cura di Rossella Micolitti, con gli attori della compagnia teatrale “La Favola Bella”
Nella magica Parigi di tanto tempo fa, vive Quasimodo, un ragazzo dal cuore d’oro che abita nel campanile della cattedrale di Notre-Dame. A causa della sua schiena curva e del suo aspetto orribile aspetto, il severo giudice Frollo gli ordina di non uscire mai, dicendogli che il mondo esterno è cattivo.
Un giorno, Quasimodo decide di partecipare alla Festa dei Folli. Lì incontra la bellissima e coraggiosa Esmeralda, una gitana, che a differenza degli altri, non ha paura di lui e lo tratta con estrema gentilezza, Quasimodo, nonostante l’aspetto deforme, sarà l ‘unico capace di amarla in modo puro e disinteressato.
Al contrario, personaggi come il capitano Febo (bello ma superficiale e egoista) o Frollo (rispettabile esternamente ma corrotto internamente) incarneranno la vera “mostruosità”. La messa in scena della compagnia La Favola Bella, in chiave di commedia musicale, rende i protagonisti della storia attuali e moderni, trattando temi importanti come l’emarginazione e il pregiudizio, la figura di Quasimodo
rappresenta, infatti, tutte le persone giudicate o escluse a causa del loro aspetto fisico o di disabilità. Il modo in cui la folla lo deride, riflette dinamiche di bullismo e discriminazione ancora presenti. La storia di Esmeralda e del popolo gitano, ci parla del difficile rapporto con “l’altro”. Il sospetto e la violenza verso chi è considerato diverso o straniero sono temi caldi nel dibattito moderno
sull’immigrazione.
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