Vorrei una voce

  • Domingo 08 Noviembre 2026 18:00
Piazza Della Stazione, 16
Teatro Nuovo - Pisa

VORREI UNA VOCE di e con TINDARO GRANATA
con le canzoni di Mina

ispirato dall’incontro con
le detenute-attrici del teatro Piccolo Shakespeare all’interno della Casa Circondariale di Messina nell’ambito del progetto Il Teatro per Sognare di D’aRteventi diretto da Daniela Ursino
disegno luci Luigi Biondi
costumi Aurora Damanti

Vorrei una voce è uno spettacolo in forma di monologo costruito attraverso le canzoni di Mina cantate in playback, fortemente ispirato dal lungo percorso teatrale che l’autore e attore siciliano ha realizzato al teatro Piccolo Shakespeare all’interno della Casa Circondariale di Messina con le detenute di alta sicurezza, nell’ambito del progetto Il Teatro per Sognare. Il fulcro della drammaturgia è il sogno: perdere la capacità di sognare significa far morire una parte di sé. Vorrei una voce è dedicato a coloro i quali hanno perso la capacità di farlo.
“Ero un giovane uomo, lavoravo, avevo una casa, una macchina e soprattutto persone che mi amavano, ma avevo smesso di provare gioia per quello che facevo, non credevo più in me stesso e in niente – dichiara Granata. Non so come sia successo. Un giorno mi sono svegliato e non mi sono sentito più felice, né di fare il mio lavoro né di progettare qualsiasi altra cosa. Quando mi arrivò la telefonata di Daniela Ursino, direttore artistico del teatro Piccolo Shakespeare all’interno della Casa Circondariale di Messina, con la proposta di fare un progetto teatrale con le detenute ‘per farle rivivere, sognare ritrovando una femminilità perduta’, capii, dopo averle incontrate, che erano come me, o forse io ero come loro: non sognavamo più. Guardandole mi sono sentito recluso, da me stesso, imbruttito da me stesso, impoverito da me stesso. Avevo dissipato, inconsapevolmente, quel bene prezioso che dovrebbe possedere ogni essere umano: la libertà. Proposi così di fare quello che facevo da ragazzo quando ascoltavo le canzoni di Mina: interpretavo le mie storie fantastiche con la sua voce.
Con le detenute abbiamo messo in scena l’ultimo concerto live di Mina, tenutosi alla Bussola il 23 agosto 1978. L’idea era quella di entrare nei propri ricordi, in un proprio spazio, dove tutto sarebbe stato possibile, recuperando una femminilità annullata, la libertà di espressione della propria anima e del proprio corpo, in un luogo che, per forza di cose, tende quotidianamente ad annullare tutto questo. Ognuna di loro aveva a disposizione due canzoni di Mina e, attraverso il canto in playback, doveva trasmettere la forza e la potenza della propria storia per liberarsi da pensieri, angosce, fallimenti di una vita. Mi sono trovato, con loro, a cercare il senso di tutto quello che avevo fatto fino ad allora.
Non voglio e non posso portare in scena le mie ragazze del Piccolo Shakespeare di Messina, perché quello che abbiamo fatto dentro quel luogo di libertà che sta dentro un carcere è giusto che rimanga con loro e per loro. In Vorrei una voce in scena ci sono solo io, delle ragazze mi porto i loro occhi, i gesti, le loro lacrime e i sorrisi. Grazie a loro racconto storie di persone che dalla vita vogliono un riscatto importante: vogliono l’amore per la vita, quella spinta forte ed irruente che ti permette di riuscire a sopportare tutto, a fare tutto affinché si possa realizzare un sogno.”

CONVERSAZIONE CON TINDARO GRANATA
La voce di Mina attraversa le sbarre fino al cuore

- Tindaro Granata, da dove nasce questo lavoro?
Vorrei una voce nasce da un incontro speciale che ho fatto all’interno della Casa Circondariale di Messina, nella sezione femminile.
Stavo vivendo un periodo molto particolare della mia vita e, quando mi sono trovato lì e ho dovuto scegliere su cosa lavorare, non avendo desiderio di fare altro se non trovare una pace interiore che in quel momento non avevo, ho proposto a una decina di ragazze di mettere in scena l’ultimo concerto live di Mina, svoltosi il 23 agosto 1978 presso lo storico locale notturno toscano La Bussola.
Questo lavoro nasce dall’esigenza di voler raccontare, attraverso le canzoni di Mina, un incontro di anime avvenuto in un luogo molto particolare.

- Come hanno reagito le detenute-attrici a questo progetto teatrale?
Da una parte erano divertite e incuriosite, dall’altra – soprattutto all’inizio – erano sgomente e terrorizzate in quanto temevano di dover cantare le canzoni di Mina con la propria voce, pur non sapendolo fare. Dopo aver spiegato loro che dovevano cantare in playback, si sono molto rasserenate. Tuttavia, quando abbiamo cominciato a lavorare, sono emerse delle difficoltà poiché cantare in playback è tutt’altro che semplice, ci sono molte resistenze e bisogna superare la vergogna per riuscire a trovare la naturalezza nel gestire una voce che non è la propria.

- Perché proprio le canzoni di Mina e per quale motivo la scelta del playback?
Mina per me è sempre stata un punto di riferimento, fin da quando ero ragazzino: attraverso le sue canzoni, ho analizzato, raccontato, pianto; mi sono disperato per i miei tormenti d’amore e, in generale, della vita. Ho realizzato che, ogni volta che facevo i conti con me stesso, li facevo sempre con una colonna sonora di sottofondo, e questa era la voce di Mina.
Volevo poi trovare con le ragazze una modalità di racconto che non prevedesse l’uso della parola: non volevo farle mimare perché non è nella mia natura, nel mio lavoro; ho quindi pensato al playback in quanto ti restituisce qualcosa di importante, ti dà cioè la possibilità di interpretare le sensazioni che hai nei confronti di una determinata canzone. Ovviamente, le più grandi canzoni sono universali, toccano tutti, quindi mi sembrava una cosa naturale poter lavorare con loro in questo modo.

- Come ti sei preparato – a livello pratico e psicologico – ad affrontare questo progetto all’interno della sezione femminile di alta sicurezza della Casa Circondariale di Messina? Quanto è durato?
La prima volta che sono entrato nella Casa Circondariale di Messina era il 2019, grazie all’associazione D’aRteventi di Daniela Ursino che dirige un teatro all’interno della struttura; ho continuato a lavorare con le ragazze fino all’inizio dell’estate 2023. Tutto questo è durato quindi quattro anni, quattro anni di emozioni.
Quando ho iniziato il progetto non sapevo esattamente a cosa stessi andando incontro, quindi no, non mi sono preparato né a livello pratico né psicologico. Ogni cosa ha preso forma nel tempo, ogni momento passato con le ragazze mi ha regalato una scoperta, ma soprattutto mi ha restituito una grande fiducia nell’arte e nel teatro.
“Come mai il teatro vi rende libere?”, chiesi un giorno. Una delle ragazze mi rispose in maniera inaspettata, spiazzante: “Io mi sento libera in teatro, perché non si vedono le sbarre”. Quel giorno imparai un nuovo significato di libertà.
Prima di questa esperienza mi consideravo molto libero, sul palco e non. Per noi, però, la libertà è prettamente un’idea, un ideale. Per le ragazze della sezione femminile di alta sicurezza dell’istituto la libertà è qualcosa di puramente fisico, qualcosa che spesso viene dato per scontato. In tutti i luoghi della Casa Circondariale, che sia il bagno, la cucina, la mensa o la sala colloqui, le sbarre sono sempre visibili. Nel teatro è diverso, le tende coprono buona parte delle pareti, dando alle ragazze la possibilità di dimenticarsi per un attimo il luogo in cui si trovano. Per me è stato molto importante

Per questo evento è prevista la vendita con il BIGLIETTO ELETTRONICO: potrai mostrare il biglietto all'ingresso direttamente dal tuo cellulare, o stamparlo con la stampante di casa. Non sarà necessaria alcuna spedizione con corriere espresso.

Questo evento può essere acquistato anche con Carta della Cultura Giovani, Carta del merito e Carta del Docente.

Compra de entradas
Acquistabile online
Precio: 
8,00€ - 17,60€

Location: 

Vorrei una voce

ID Fecha Ubicación Precio
Pueden aplicarse cargos adicionales al precio indicado

Pestañas verticales

Página relacionada: 

Región/País: 

Cercano

Anterior Siguiente
  • Prosa
  • Teatro Nuovo - Pisa
0 km
  • musica leggera
  • Teatro Nuovo - Pisa
0 km
  • Prosa
  • Teatro Nuovo - Pisa
0 km
  • Prosa
  • Teatro Nuovo - Pisa
0 km
  • Prosa
  • Teatro Nuovo - Pisa
0 km
  • Prosa
  • Teatro Nuovo - Pisa
0 km
  • Prosa
  • Teatro Nuovo - Pisa
0 km
  • Danza
  • Teatro Nuovo - Pisa
0 km