
LA BISBETICA DOMATA
di William Shakespeare
Regia di Domenico Ammendola
Con Domenico Ammendola, Andrea Avanzi, Matteo Baschieri, Carlotta Ghizzoni, Ettore Marrani, Francesca Rossi, Gabriele Tondelli, Victoria Vasquez
Assistente alla regia: Marrtina Chiello
Musiche originali: M° Luigi Pagliarini
Light designer: Giancarlo Vannetti
Realizzazione scenografica: Donatello Galloni
Costumi: Valentina Donatti, Francesca Tagliavini
Maschere artigianali: Safir di Graziano Viale
Tecnico audio e luci: Gabriele Orsini
Produzione: Nove Teatro
A Padova, il ricco gentiluomo Battista Minola ha due figlie: la dolce e desiderata Bianca e la maggiore, Caterina, dal carattere fiero, ribelle e scontroso. Battista decide che Bianca non potrà sposarsi finché non troverà marito anche Caterina, scoraggiando così i numerosi pretendenti della figlia minore. Arriva dunque da Verona il nobile Petruccio, deciso a sposare una donna ricca, indipendentemente dal suo carattere. Accetta la sfida di conquistare Caterina e, con determinazione e astuzia, riesce a sposarla. Dopo il matrimonio, Petruccio inizia un processo di "domatura", imponendole una serie di privazioni e contraddizioni per piegarla alla sua volontà e renderla più mite e accondiscendente. Nel frattempo, i pretendenti di Bianca si travestono e si fingono insegnanti per corteggiarla. Alla fine, Bianca sceglie e sposa Lucenzio. La commedia si chiude con una cena tra amici sposati, dove i mariti scommettono su quale delle loro mogli sia più obbediente. A sorpresa, è Caterina a rispondere con prontezza e a pronunciare un lungo discorso sulla sottomissione della moglie al marito, lasciando tutti stupiti.
«La bisbetica domata fa emergere l’uomo, il maschio, nella sua pochezza e ci regala la storia di una donna che non poteva fare altrimenti: Shakespeare era figlio dei suoi tempi pertanto non possiamo pensare a una donna come la pensiamo oggi. La sfida di questo spettacolo è trattare il ruolo della donna nella nostra società, ridendo insieme di questi uomini che risultano, chi più chi meno, ridicoli e improbabili. Per tenere fede alle intenzioni dell’autore e rendere quest’opera una commedia ai giorni nostri, ho scelto di utilizzare il linguaggio della Commedia dell’Arte: i personaggi sono tutti mascherati. Utilizzando le possibilità che il testo offre e sviluppando i lazzi propri alle maschere, cercheremo di dare leggerezza a un tema che non può essere trattato con superficialità. » Domenico Ammendola
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